Bonus colonnine domestiche 2026: requisiti e scadenze
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- Pubblicato il 19 settembre 2026
Bonus colonnine domestiche 2026
Dal 22 settembre 2026 alle ore 12 sarà possibile presentare domanda per il bonus colonnine domestiche, il contributo dedicato all’acquisto e all’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici. L’agevolazione copre l’80% delle spese ammissibili, con un contributo massimo di 1.500 euro per le persone fisiche e 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali. La misura è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestita da Invitalia.
Per chi vuole installare una colonnina di ricarica elettrica, però, conoscere la percentuale del contributo non basta. Prima di procedere bisogna verificare il periodo dell’intervento, il modello scelto, le modalità di pagamento e la documentazione necessaria.
Bonus colonnine domestiche 2026: importi e scadenze
Il programma dispone complessivamente di 68 milioni di euro fino al 2030: non si tratta quindi di risorse interamente disponibili per lo sportello 2026.
Chi può richiedere il bonus
Il bonus è rivolto agli utenti domestici. Occorre distinguere due situazioni:
- Persona fisica: l’infrastruttura è destinata all’uso esclusivamente privato e non è accessibile al pubblico.
- Condominio: l’intervento riguarda le parti comuni e l’infrastruttura è destinata all’utilizzo collettivo dei condòmini, senza accesso pubblico.
Le imprese non rientrano tra i beneficiari di questa misura. Abitare in condominio, quindi, non significa automaticamente poter ottenere fino a 8.000 euro. Quel limite riguarda l’intervento condominiale sulle parti comuni: non è un importo riconosciuto a ogni residente.
Prima di impostare il progetto, è utile chiarire chi sosterrà la spesa, chi presenterà domanda e a chi sarà riservata la ricarica.
Come si calcola il contributo dell’80%
Il bonus è un contributo in conto capitale. La percentuale si applica alle spese ammissibili, rispettando il limite massimo previsto per il beneficiario. Per capire il meccanismo, consideriamo alcuni esempi.
Gli importi sono esempi aritmetici, non preventivi o contributi già riconosciuti.
Nel secondo esempio, il privato raggiunge il massimale: anche se l’80% della spesa equivale a 2.000 euro, il contributo non può superare 1.500 euro. Per valutare il costo effettivo dell’intervento, bisogna quindi separare:
- il totale del preventivo;
- le sole spese ammissibili;
- il contributo calcolato entro il massimale;
- la quota che rimane a carico del richiedente.
Quali spese possono rientrare
L’incentivo può comprendere più del solo dispositivo di ricarica. Sono previste, nei limiti della disciplina:
- acquisto e installazione dell’infrastruttura;
- impianti elettrici e opere edili strettamente necessari;
- impianti e dispositivi di monitoraggio;
- progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;
- connessione alla rete elettrica mediante attivazione di un nuovo POD.
Sono invece escluse, tra le altre, imposte, tasse e oneri, spese per terreni e immobili e costi di esercizio dell’infrastruttura.
Non bisogna applicare automaticamente l’80% al totale della fattura. Un intervento può contenere sia voci agevolabili sia costi esclusi. Un preventivo dettagliato aiuta a capire quali lavori riguardano la ricarica e quali costituiscono interventi ulteriori sull’immobile.
Le date dei lavori e quelle della domanda sono diverse
Per l’annualità 2026, l’installazione deve essere completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. La domanda può essere trasmessa fino alle ore 12 del 31 gennaio 2027. Questo significa che gennaio è il periodo aggiuntivo disponibile per presentare la richiesta relativa al 2026, non per terminare i lavori di quella annualità. Prima di concordare l’intervento, conviene quindi considerare insieme disponibilità del dispositivo, tempi di installazione e preparazione dei documenti. Ordinare una colonnina e completarne la posa sono due passaggi distinti.
Dispositivi ammessi nel 2026
La scelta del modello è una verifica essenziale per il bonus.
Per l’annualità 2026, il decreto richiede che il dispositivo rispetti i requisiti richiamati dalla deliberazione ARERA 541/2020/R/eel e successive modifiche e sia incluso nell’elenco ufficiale GSE dei dispositivi di ricarica domestica vigente alla data di presentazione della domanda.
L’infrastruttura deve inoltre essere nuova, installata in Italia in un’area nella disponibilità del beneficiario e corredata dalla dichiarazione di conformità.
Non è quindi sufficiente scegliere genericamente una “colonnina domestica”. Va controllato il modello preciso, conservandone i riferimenti nella documentazione dell’intervento. L’infrastruttura deve inoltre essere nuova, installata in Italia in un’area nella disponibilità del beneficiario e corredata dalla dichiarazione di conformità.
Dispositivi ammessi e non ammessi
Prima dell’acquisto è possibile consultare l’elenco ufficiale GSE e verificare il dispositivo previsto nel preventivo. La verifica deve riguardare modello e versione esatti: la presenza di un produttore nell’elenco non rende automaticamente idonei tutti i suoi prodotti.
Come consultare i dispositivi ammessi
Nella pagina GSE sono disponibili due elenchi di dispositivi idonei:
- GDC: dotati di gestione dinamica del carico, che regola la potenza di ricarica in funzione della potenza
residua disponibile; - NO GDC: privi di questa funzionalità.
La dicitura “NO GDC” non significa “non ammesso”. Entrambi gli elenchi riportano dispositivi idonei secondo la deliberazione ARERA richiamata dal decreto. La distinzione descrive una caratteristica tecnica. Controlla anche gli eventuali dispositivi esterni richiesti: per alcuni modelli sono necessari per la
connessione a internet e quindi per l’idoneità. Confronta i dati con la scheda tecnica del costruttore.
Quali dispositivi non sono ammessi
Per il bonus 2026 non soddisfano i requisiti i dispositivi che:
- non risultano nell’elenco GSE vigente alla data della domanda;
- non rispettano i requisiti tecnici minimi richiamati dal decreto;
- non sono nuovi di fabbrica.
Anche un modello presente nell’elenco non rende ammissibile qualsiasi intervento: occorrono installazione in Italia, area nella disponibilità del beneficiario, dichiarazione di conformità e destinazione d’uso prevista dalla misura. Il solo acquisto, senza installazione, non è sufficiente.
La pagina GSE pubblica gli elenchi dei dispositivi idonei, non un catalogo completo dei prodotti esclusi. Verifica il modello prima dell’acquisto e ricontrolla l’elenco prima dell’invio della domanda.
Fonti: art. 4 del decreto direttoriale MIMIT del 4 agosto 2026; elenchi GSE GDC e NO GDC. Verifica del 18 settembre 2026.Consulta gli elenchi ufficiali dei dispositivi sul sito GSE
Come pagare l’intervento
Le spese devono essere sostenute con modalità tracciabili e non possono essere effettuate mediante finanziamento. I pagamenti devono risultare riferibili al beneficiario: sono previsti bonifico bancario, SEPA Credit Transfer oppure carta di credito o debito intestata al beneficiario stesso. Occorre conservare la documentazione bancaria richiesta. È opportuno concordare questi aspetti prima di versare somme, così da mantenere coerenza tra richiedente, fatture e pagamenti.
Come presentare domanda su Invitalia
La richiesta si presenta esclusivamente online. Il percorso prevede:
- accesso all’area personale Invitalia con SPID, CIE o CNS;
- selezione del bonus colonnine domestiche;
- compilazione dei dati richiesti;
- inserimento degli allegati;
- invio e conservazione della ricevuta.
È necessaria una PEC attiva. Non sono ammesse modalità di presentazione diverse dalla procedura prevista.
Tra i documenti da predisporre rientrano documento d’identità, codice fiscale, fatture elettroniche in formato XML salvo le eccezioni previste, documentazione dei pagamenti,
dichiarazione di conformità e dati del conto del beneficiario. Per gli interventi condominiali servono anche gli atti e le dichiarazioni relativi al condominio e alla delibera.
La checklist definitiva va confrontata con le istruzioni della piattaforma prima dell’invio.
Il contributo è automatico?
No. Presentare domanda non significa aver già ottenuto il bonus. Sono previste verifiche e le richieste sono esaminate in ordine cronologico, nei limiti delle risorse disponibili.
Prepararsi per tempo è utile, ma la priorità rimane presentare una domanda completa e coerente con l’intervento realizzato.
Vuoi installare una colonnina a casa o nel tuo condominio?
Prima di scegliere il dispositivo, è utile valutare le esigenze di ricarica, gli spazi disponibili e le
caratteristiche dell’impianto elettrico, verificando anche i requisiti richiesti dal bonus.
Contatta uSolar per un primo appuntamento: analizziamo il tuo progetto per individuare la
soluzione da approfondire e pianificare l’intervento.
Il riconoscimento del contributo resta subordinato ai requisiti della misura, alla disponibilità delle
risorse e all’esito della domanda.
Domande frequenti
Posso chiedere il bonus prima di installare la wallbox?
No. Il contributo riguarda acquisto e posa già effettuati: il solo acquisto non basta.
Posso sommare il bonus ad altri incentivi sulla stessa spesa?
No. Non è ammesso il cumulo con altre agevolazioni sulla medesima spesa.
Il termine del 31 gennaio permette di completare i lavori nel 2027?
No. I moduli sono progettati per carichi definiti, ma accumuli eccezionali e condizioni della struttura vanno valutati. Non rimuovere neve in modo improvvisato.